Secondo Capgemini il 2026 sarà il punto di svolta per l’intelligenza artificiale

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Capgemini, gruppo internazionale di consulenza e trasformazione tecnologica con sede a Parigi, attraverso lo studio “Top Tech Trends of 2026” individua nel 2026 l’anno di svolta nell’uso dell’intelligenza artificiale.

Secondo la ricerca, entro il 2026 la quota dei software integrati dall’intelligenza artificiale è destinato a salire all’85%, con l’AI che diverrà dunque uno strumento non più accessorio ma di default. In questo scenario, per i decisori pubblici e privati sarà strategico investire nel cloud 3.0, spina dorsale per rendere l’AI scalabile e sostenibile. Capgemini prevede che la spesa pubblica inerente al cloud sarà sensibilmente incrementata, passando dagli attuali 723 miliardi di dollari a 1.470 miliardi entro il 2029.

Parallelamente, la ricerca “The multi-year AI advantage: Building the enterprise of tomorrow, basata su un campione composto da 1500 realtà dislocate in 15 paesi, supera il tradizionale esame degli effetti dell’AI sulla produttività. Dall’indagine emerge come gli strumenti di intelligenza artificiale possano incidere positivamente su riduzione dei costi, management dei dati ed efficienza operativa, aree significative per l’insieme delle Pubbliche Amministrazioni.

I progetti pilota , spesso limitati e privi di una visione organica, volti a indagare l’efficienza e l’efficacia delle soluzioni di AI lasceranno dunque spazio a un’architettura stabile e consolidata, coadiuvata da una necessaria supervisione decisionale umana. A riguardo, il 66% del campione crede che attraverso una stretta collaborazione tra funzionari umani e operatori artificiali si possa migliorare il processo decisionale e, in secondo luogo, la produttività.

Capgemini ha inoltre pubblicato la ricerca “Data foundations for government: From AI ambition to execution”. Dall’iniziativa, che ha interessato 350 organizzazioni pubbliche, 32 delle quali presenti in Italia, emerge come il 90% del campione stia esplorando e programmando l’integrazione dell’AI all’interno della propria infrastruttura nei prossimi 2-3 anni.