Tra un decennio, a causa di denatalità, invecchiamento della forza lavoro e mancato ricambio generazionale, il sistema occupazionale italiano rischia di non essere in grado di garantire l’apporto di competenze necessario per alimentare settori chiave come istruzione, pubblica amministrazione e manifattura.
Francesco Seghezzi, in un articolo sul Sole 24 Ore del primo febbraio, evidenzia come l’intelligenza artificiale possa essere d’aiuto nel sopperire alla carenza di forza lavoro in settori dove la domanda non riesce a tenere il passo dell’offerta, «l’errore strategico sarebbe, per esempio, utilizzare l’intelligenza artificiale per sostituire occupazioni dove l’offerta esiste ancora, accentuando l’espulsione di persone dal mercato del lavoro».
In questo contesto, anche per migliorare l’efficacia amministrativa, sarà decisiva la capacità di progettare interventi mirati e di orientare correttamente le scelte organizzative che verranno compiute nel prossimo futuro, così da rendere l’AI uno strumento di supporto e non un ulteriore fattore di contrazione della forza lavoro.