Manpower, agenzia per il lavoro multinazionale, attraverso un’indagine condotta su un campione di 12mila lavoratori in 41 paesi, ha evidenziato come l’intelligenza artificiale sarà protagonista nella riprogettazione dei ruoli e nei flussi di lavoro ad alto valore aggiunto.
Il report “The Human Edge: trend globali per il futuro del lavoro” mostra però un’importante criticità: entro il 2030 il 39% delle competenze fondamentali cambierà e meno della metà degli intervistati dichiara di aver ricevuto una formazione adeguata. Inoltre, l’invecchiamento della forza lavoro e il rischio crescente di divari nelle capacità digitali e nell’adozione dell’AI porterà, nel prossimo futuro, a ripensare le strategie di assunzione, con il timore dell’abbassamento degli standard di trasparenza, protezione dei dati e privacy.
Diretta conseguenza dell’introduzione pervasiva dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, Manpower sottolinea come la capacità di apprendere velocemente e il rapido adattamento alle trasformazioni tecnologiche stia diventando la competenza più importante per il lavoratore, sebbene solo il 44% del campione affermi di aver ricevuto, negli ultimi sei mesi, un training specifico sugli strumenti di intelligenza artificiale e le loro applicazioni.
Accanto alla padronanza delle soluzioni tecnologiche, sette delle prime dieci skill richieste apparterranno alle cosiddette competenze soft: problem solving, flessibilità cognitiva, autoriflessione, creatività, empatia, intuizione e comunicazione interpersonale. Difatti, nonostante l’automazione introduca complessità all’interno dei flussi di lavoro, qualità come valutazione etica, gestione dei team risultano tra le competenze meno automatizzabili, con supervisione e responsabilità che resteranno in capo all’operatore umano.
Riconoscendo l’importanza della formazione nell’uso consapevole e responsabile dell’intelligenza artificiale Promo PA Fondazione, assieme all’Osservatorio AI4PA, organizza una serie di iniziative dedicate.
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