Anche il settore della difesa, a partire dal 2026, prevede di integrare nei propri sistemi strumenti di intelligenza artificiale. Al pari di altre realtà, prime tra tutte quella statunitense, l’automazione si pone come elemento essenziale per i progetti futuri del Ministero della Difesa italiano.
Come riportato da Carlo Alberto Carnevale Maffè sul Foglio, la “Strategia 2026” per la difesa indica l’obiettivo «di un’integrazione rapida, sistemica e sistematica dell’AI in tre ambiti fondamentali: formativo, organizzativo e operativo». Sul piano attuativo, la linea d’indirizzo tracciata dal Ministro della difesa si vuole concentrare sullo sviluppo di dati in cloud integrati, algoritmi trasparenti, «infrastrutture proprietarie di High Performance Computing» e, infine, su un potenziamento delle reti a supporto della connettività.
La direzione dell’iniziativa verrà affidata a due nuove strutture di governance: l’Ufficio per l’AI, organo politico dedicato alla supervisione del programma, e il Laboratorio di AI per la Difesa, pensato come un centro di eccellenza per lo studio e la ricerca applicata dell’AI nel settore.