La pervasività degli strumenti di intelligenza artificiale impone una rivalutazione delle conoscenze e delle competenze professionali

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Antonella Massari, Segretario Generale di Associazione Italiana Private Banking, in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore evidenzia come, per governare il nuovo ecosistema generato dalle applicazioni di intelligenza artificiale, sia necessaria una maggiore consapevolezza, accompagnata dallo sviluppo di nuove competenze.

Con l’ingresso dell’AI nella quotidianità delle mansioni lavorative, il pensiero critico deve essere rafforzato, non soltanto per interrogare in maniera corretta ed efficace i sistemi di AI in funzione del risultato che si intende ottenere, ma anche per valutare e, se necessario, correggere le risposte fornite dalla macchina, talvolte poco precise o prodotte sulla base di bias.

Sul piano informativo, diventa inoltre essenziale saper distinguere i contenuti autentici da quelli prodotti, spesso in serie, dall’intelligenza artificiale allo scopo di generare confusione e disinformazione.

Si rende dunque necessaria una rinnovata etica professionale, che riconosca nell’AI un utile supporto, ma metta sempre in rilievo il giudizio umano, accompagnato da una «cultura della responsabilità» incentrata su «controllo delle fonti, verifica dei dati, trasparenza nell’utilizzo degli strumenti e consapevolezza dei limiti tecnologici».