Regione Umbria, in collaborazione con l’università di Padova, ha lanciato un progetto per impiegare l’intelligenza nel contrasto alla criminalità organizzata.
L’algoritmo predittivo antimafia, progetto finanziato grazie ai fondi messi a disposizione dalla Legge 26/2004 “Norme per la prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso e per la promozione della cultura della legalità”, mira a «sviluppare e promuovere attività di studio e di ricerca, nonché pratiche sperimentali, relative alla presenza delle mafie in Umbria e all’analisi dei modelli operativi e predittivi finalizzati a conoscere la pervasività del fenomeno dell’infiltrazione mafiosa nel contesto economico e sociale regionale».
Lo strumento, analizzando dati e indicatori provenienti dalle aziende del territorio, segnala alle autorità competenti possibili anomalie, facilitando la ricerca di infiltrazioni mafiose e attività illecite. A questo scopo, sono già iniziate le prime tavole rotonde per implementare l’iniziativa tra la Commissione d’inchiesta dell’Assemblea legislativa su analisi e studi su criminalità organizzata ed infiltrazioni mafiose, la Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia e la Guardia di Finanza.