Ripensare la carenza di personale nella PA con l’intelligenza artificiale

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Nella Pubblica Amministrazione si registreranno, nei prossimi dieci anni, carenze sempre più accentuate di forza lavoro, a causa di bassa natalità e invecchiamento della forza lavoro. Proprio per questo, il settore pubblico avrà bisogno di risorse umane formate, capaci di aumentare la produttività delle unità di lavoro e di governare la trasformazione tecnologica in atto.

Francesco Verbaro, in un contributo sul Sole 24 Ore, sottolinea come l’intelligenza artificiale «aiuterebbe nella necessità, generata dalla demografia avversa, di fare le stesse cose con meno persone». A fronte di una prevedibile riduzione del capitale umano disponibile, le nuove tecnologie, prime tra tutte l’AI, possono diventare un fattore decisivo, a condizione che siano accompagnate da un’adeguata formazione e dal superamento del modello amministrativo basato sulle procedure.

In questa prospettiva, l’AI può contribuire alla costruzione di una nuova architettura amministrativa, in grado di colmare «i gap di competenze individuale, organizzativi e territoriali con più risorse qualificate e continuamente aggiornate in grado di utilizzare al meglio l’AI».